Cos’è, cosa non è

L’amica Giuditta mi scuote dalla pigrizia, sottoponendomi la foto “caso” del capodanno: Reveller in Manchester on a New Year night out, di Joel Goodman.

New Years Night revellers

© Joel Goodman – 07973 332324 . NO SYNDICATION OR ONWARD SALE PERMITTED . 01/01/2016 . Manchester , UK . Police detain a man whilst another lies collapsed in the road . Revellers in Manchester on a New Year night out at the clubs around the city centre’s Printworks venue . Photo credit : Joel Goodman

Ne hanno parlato e scritto tutti, davvero, pareri intelligentissimi, illuminanti, e punti di vista banalotti e superficiali.

Io ho letto qualcosa, su questa fotografia, senza appassionarmi troppo, devo dire, senza nulla togliere alla foto, che è davvero straordinaria.

Vorrei usarla per ripetere un ragionamento che ho fatto altrove, e che forse qualcuno potrebbe trovare interessante. Il tema è: come si valuta una fotografia come questa? Ecco cosa ho scritto a Giuditta:

Paragonando questa foto alla pittura classica credo si dovrebbe tener conto di una fondamentale differenza tra le due discipline: la pittura è creata, la fotografia invece è raccolta. È una banalità, apparentemente, ma sposta l’attenzione dalla superficie dell’immagine (foto o dipinto) al processo mentale dell’autore: il pittore immagina, poi monta su un supporto, le cose come vuole siano viste. Il fotografo, questo tipo di fotografo, va a pesca: usa intuizione, esperienza, cultura, per individuare la zona ed il momento giusto per gettare la rete, sperando di indovinare il momento in cui qualcosa di significativo avverrà. Raramente poi gli eventi accadono nel modo previsto o sperato, ma ciò non è importante: se i soggetti inquadrati si dispongono simultaneamente, e in sincrono con l’apertura dell’otturatore, in un modo interessante, equilibrato, rivelatore, o con un’alta qualità imprevedibile, allora quella fotografia avrà la capacità di colpire l’occhio del lettore. Aldilà delle capacità di preveggenza del fotografo, ciò che determina il successo di fotografie come questa, è la vita, vero autore di questa rappresentazione.


Questa foto, direi anzi: ogni foto, non è paragonabile, nella sostanza, ad un dipinto, dal momento che gli elementi che la compongono non sono stati disposti ad arte dal fotografo, bensì raccolti dalla macchina mentre si verificavano simultaneamente. Come sempre, la fotografia incorpora il concetto di tempo, assente dall’opera pittorica.

La disposizione simultanea delgi elementi, contestuale allo scatto, fa pensare alla storiella della scimmia che batte a caso sulla tastiera e ottiene la Divina Commedia.


Però… però… siamo sicuri che la foto avrebbe avuto meno valore se qualche elemento si fosse disposto in maniera differente, magari meno esteticamente gradevole, o meno in grado di richiamarci alla mente capolavori rinascimentali?
Non sarebbe stata comunque la registrazione di un estratto di tempo, di una fettina infinitesimale di secondo, di vita? Avrebbe avuto meno dignità se, putacaso, un personaggio importante di questa composizione si fosse, proprio un attimo prima dello scatto, girato di spalle, o avesse strizzato il viso in una qualche sgradevole smorfia? E’ corretto valutare una fotografia con criteri adatti alla pittura?

Well street Manchester

Dantzic St – Well St, Manchester. Da Google Maps

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